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 Museo della pubblicità 

 

 

 

Il musèe de l'Affiche inaugurato nel 1978 si trova ora al Palazzo del Louvre, al terzo piano del museo di Arti decorative con il nuovo nome di museo della Pubblicità.

Le collezioni ricche di circa 120.000 manifesti antichi dal XVIII secolo e contemporanei, più di 20.000 video dagli anni '30 ad oggi, oltre 30.000 annunci su carta stampata, annunci radio, quotidiani, settimanali, oggetti promozionali e cartelloni di filmati pubblicitari permettono la presentazione a rotazione di mostre in alcuni periodi dell'anno.

All'interno sono presenti una mediateca multimediale accessibile al pubblico dove si può accedere virtualmente alle collezioni del museo ed una sala lettura dove si può consultare la stampa internazionale.  Il sito ci permette una visita al suo interno.

 

 Galleria virtuale - L'energia attraverso la pubblicità

 

 

Uno dei tre musei dell'Agip è una galleria virtuale contenente manifesti che vanno dalla fine del XIX secolo accompagnando le tappe della nostra società  sino ai giorni nostri utilizzando l'energia per favorirci in questo viaggio.

 

 Storia del marchio Montana

 

 

Attraverso la storia del marchio Montana possiamo vedere, utilizzando un altro settore i cambiamenti del nostro tempo.

 

 Massimo & Sonia Cirulli Archive

 

 

 

Considerato il più ampio archivio storico privato di arte del novecento italiano, fondato nel 1985 prese vita inizialmente dal mondo della pubblicità. 

Una visita da non perdere.    www.cirulliarchive.org

 

 La pubblicità elettrica

 

 

All'interno del museo elettrico virtuale ed amatoriale creato da un appassionato troviamo alcuni manifesti datati del mondo dell'elettricità, una occasione per curiosare nelle altre sale. 

 

 Pubblicità e arte in Italia 1945-1975 

 

 

Interessante articolo che inserisce la pubblicità  con esempi nel contesto storico nazionale e l'arte degli anni considerati.

 

 

 Dino Villani

 

Da ricordare in questo contesto sicuramente Dino Villani (1898-1989), straordinario personaggio unico nel suo genere, critico d'arte, pittore ed incisore, curatore di mostre e promotore di eventi, collezionista, scrittore, pioniere del marketing e della comunicazione integrata. Cerchiamo di riassumere le sue attività di cui siamo venuti a conoscenza, partendo dal suo lavoro di capostazione: l'ufficio della pubblicità affiancato all'ufficio vendite, il primo giornale specializzato del settore "L'ufficio Moderno - La Pubblicità". Fece evolvere lavorando con i grandi dell'epoca le affissioni dal vecchio schema a quello che sono ora. Da direttore pubblicità della Motta commissionò l'esecuzione della famosa "M", fece nascere con "Il premio notte di Natale Angelo Motta" il concetto di sponsorizzazione di eventi e la persuasione indiretta; intuendo le possibilità dell'importanza degli sport popolari porta un enorme panettone ai vincitori di tappa del Giro d'Italia e del Tour de France che rimane presente nelle foto delle premiazioni, idea l'immagine coordinata occupandosi delle campagne pubblicitarie e dell'allestimento dei negozi; per rendere produttive le cucine dopo la produzione dei panettoni ideò l'extension line e la colomba di pasqua con il medesimo impasto. Da direttore della Carlo Erba per pubblicizzare un dentifricio crea il concorso "5.000 lire per un sorriso" che diventerà poi "Miss Italia". 

 

Video commemorativo

 

Collabora alla nascita della campagna "Film della nostra vita" e del "Premio Suzzara", inventa San Valentino e la festa della Mamma. Fu tra i fondatori dell' "Accademia Italiana della cucina" e l' "ISPI", la Scuola Italiana della Pubblicità; nel 1956 creò la prima house agency di pubblicità "Orma". Fu anche Presidente della Federazione Italiana Pubblicitaria. La sua infinita collezione di libri, locandine, manifesti, ritagli stampa e cartoline è custodita al Centro documentazione Dino Villani e Bibliomediateca RAI di Torino. In questo articolo che parlava di una mostra contenente parte di questa

 

 

 

collezione troviamo una serie di spot pubblicitari: ANNI '50 - '60  La pubblicità teatrale: il prodotto è protagonista - ANNI '70 - '80 Pubblicità progresso: ironia da spot e trasgressioni - ANNI '90 La pubblicità va al cinema: il prodotto è solo una comparsa

 

 Carosello

 

In un sito dedicato ai ricordi degli anni '60 e '70 possiamo leggere un approfondito articolo dei venti anni della storica trasmissione che la racconta con i suoi interpreti, il contesto, le sigle, filmati ed anche la parte più tecnica e meno conosciuta.

 

  SPEDIRE WEB

 

Cosa si dice della pubblicità

 

 Quello che condividiamo   

- "Etica del grafico pubblicitario: Se il prodotto non corrisponde a certe regole o a certe intenzioni, il disegnatore deve rifiutarsi di collaborare, per non essere correo di una truffa nei confronti della società e dei consumatori. (…) Il consumatore viene prima del prodotto, quindi la grafica pubblicitaria deve essere al servizio del pubblico e spingere solo quei prodotti che sono utili anche al consumatore." Albe Steiner (1913–1974), grafico, designer e uomo politico italiano

- "La pubblicità, infatti, può basarsi sull’impressione, può limitarsi a colpire l’immaginazione, mentre la propaganda deve indurre alla riflessione, al ragionamento, suscitando l’interesse per un argomento specifico, fornendo determinate informazioni e possibilmente, quando su un certo tema vi sono opinioni divergenti, controbattendo in maniera diretta o in modo allusivo la propaganda avversaria." Albe Steiner (Il manifesto politico)

- "Il pubblicitario deve essere pronto a diffondere tutte le informazioni tranne quelle che considera false e indegne." Jacques Séguéla, pubblicitario francese

- "La pubblicità non sceglie per nessuno. Permette di scegliere meglio. E basta." Jacques Séguéla

- "Se la pubblicità non funziona, non resta che cambiare la merce." Edgar Faure (1908–1988), scrittore e politico francese.

- "Internet è la prima invenzione dell'uomo che l'uomo non capisce, il più grande esperimento di anarchia mai visto. > Eric E. Schmidt (Chairman e CEO di Google)

 


Andy Warhol's Campbell's Soup Can

 

 Frasi ed Aforismi

- “Gli scacchi sono il più cospicuo spreco di intelligenza umana che si possa riscontrare al di fuori di un'agenzia di pubblicità.” Raymond Chandler (1888-1959), scrittore statunitense

- “Si possono capire gli ideali di una nazione attraverso la sua pubblicità.” Norman Douglas (1868-1952), scrittore britannico

- “Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l'orologio per risparmiare il tempo.” - "La pubblicità è l'anima del commercio." Henry Ford (1863–1947), industriale statunitense e fondatore della casa automobilistica omonima 

- "La pubblicità è il commercio dell'anima." - "La pubblicità è necessaria" dice F.M., pontefice dell'advertising. "La gallina, quando ha fatto l'uovo, canta; l'anatra no. Nei negozi tutti chiedono uova di gallina, ma nessuno chiede uova di anatra. Chiaro?" Marcello Marchesi (1912–1978), umorista e scrittore italiano

- “La pubblicità contiene le uniche verità affidabili di un giornale.” Thomas Jefferson (1743-1826), uomo politico americano, terzo Presidente degli Stati Uniti d'America

- “La pubblicità si può descrivere come la scienza di fermare l'intelligenza umana per il tempo necessario a spillarle quattrini.” Stephen Leacock, (1869-1944), scrittore canadese

- “Metà del denaro che spendo in pubblicità è sprecato, il guaio è che non sò quale metà sia." John Wanamaker, (1838-1922). 35° Direttore generale delle poste statunitensi, politico, pioniere del marketing e dei centri commerciali.

- “La pubblicità è un prezioso fattore economico: è il modo più economico per vendere merci, soprattutto se non valgono niente.” Sinclair Lewis (1885–1951), commediografo e romanziere statunitense, premio Nobel

- “La pubblicità è la menzogna legalizzata.” Herbert George Wells (1886–1946), scrittore britannico

- "Perchè continuo ad investire in forti campagne pubblicitarie anche adesso che la mia azienda è diventata il maggior produttore mondiale di chewing gum ? Per lo stesso motivo per cui un pilota di un aereo tiene i motori accesi anche dopo il decollo." J. Wrigley, industriale statunitense

- Osservando l'immensa distesa delle scritte pubblicitarie luminose in Times Square, a New York: "Deve essere un panorama meraviglioso per chi non sa leggere." G.K. Chesterton (1874-1936), scrittore inglese

- "Nulla a parte della zecca, può fare i soldi senza pubblicità" Thomas Babington Macaulay (1800-1859), storico e politico inglese

 

 

- "Quando scrivo un testo pubblicitario non voglio che lo si consideri creativo, ma tanto interessante da far comprare il prodotto. Il popolo quando sentì parlare Eschine disse "come parla bene", ma dopo aver ascoltato Demostene gridò "prendiamo le armi contro Filippo." David Ogilvy, fondatore dell' Agenziadi pubblicità Orgilvy & Mather

- "Con la pubblicità non dobbiamo vendere al consumatore la bistecca, bensì lo stuzzicante momento in cui la soffriggerà nella padella." Ernest Dichter, psicologo statunitense

- "Anche Dio crede nella pubblicità, infatti ha messo campane in ognuna delle sue chiese." Sasha Guitry (1885-1957), attore e commediografo francese

- "Martellando con messaggi su soggetti di minore importanza, essa porta inconsciamente a percepire come minori i soggetti che non sono esposti." Kurt Vonnegut (1922-2007) scrittore statunitense
- "La maggior parte della pubblicità non fa tanto appello alla ragione quanto all'emozione." Erich Fromm (1900–1980), psicoanalista e sociologo tedesco
- "La pubblicità è il rumore di un bastone in un secchio di rifiuti." George Orwell (1903–1950), scrittore britannico

- "Oggi Cappuccetto Rosso, educata dagli spot pubblicitari, non avrebbe alcuna obiezione a farsi mangiare dal lupo." Marshall MacLuhan (1911-1980), sociologo canadese
- "La pubblicità è l'accellereratore del meglio e del peggio senza che nulla possa arrestare la velocità presa." - "Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario... Lei mi crede pianista in un bordello." Jacques Séguéla,
pubblicitario francese

- "La pubblicità è il moderno surrogato della discussione: la sua funzione è far apparire migliore ciò che è pessimo." George Santayana (1863-1952), filosofo e scrittore statunitense
- "La pubblicità è vecchia come il mondo. Infatti, come tutti sanno, cominciò il serpente a decantare a Eva le virtù della sua frutta." Cesare Marchi
(1922–1992), scrittore italiano
- "La pubblicità ha distrutto il potere degli aggettivi più potenti." Paul Valéry
(1871–1945), poeta francese
- "La pubblicità insegna alla gente a non fidarsi del proprio giudizio. La pubblicità insegna alla gente ad essere stupida." Carl Sagan
(1934–1996), astrofisico statunitense

- "Ho sempre pensato che lo scrivere annunci pubblicitari si collochi al secondo posto tra le attività di scrittura più lucrative. Al primo c'è la richiesta di riscatto..." Philip Desunberry, presidente dell'agenzia di pubblicità BBDO
- "La pubblicità unisce sempre l'inutile al dilettevole."
Ennio Flaiano (1910–1972), scrittore, sceneggiatore, giornalista, critico teatrale e cinematografico italiano

- "Molte cose piccole sono diventati grandi con un appropriato uso della pubblicità." Mark Twain (1835-1910), scrittore statunitense
- "Le promesse, le grandi promesse, sono l'anima della pubblicità." Samuel Johnson
(1709–1784), poeta e scrittore britannico

 

 

 

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